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Comunicato stampa 17/10/2025
“Un’educazione sessuo-affettiva adeguata a scuola contribuisce a relazioni sane”
A seguito di recenti decreti legge i Presidenti degli Ordini di Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia e Veneto sono concordi: limitare o escludere la possibilità di promuovere attività educative sui temi della sessuo-affettività significa privare le giovani generazioni di strumenti fondamentali per comprendere e gestire i cambiamenti fisici ed emotivi legati alla crescita, che sono strettamente connessi alle dinamiche relazionali e alla costruzione della propria identità personale e sociale. Chiedono di essere ascoltati dal Ministero nelle sedi opportune.
A seguito di un neo introdotto decreto legge, dove nell’articolo 1 si legge che si intende rafforzare il principio di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia già previsto nella normativa vigente attraverso il Patto educativo di corresponsabilità, emergono alcune perplessità, sollevate dai Presidenti degli Ordini territoriali. Imporre la condivisione preventiva di tutto il materiale didattico utilizzato per la materia sessuo-affettiva, fa chiedere perché non sia richiesto per le altre attività extracurriculari o progettuali. Resta, inoltre, da chiarire se la disposizione comporti l’obbligo di sottoporre preventivamente alla famiglia ogni dispensa, immagine, slide o supporto didattico, e per quale ragione tale richiesta sia limitata esclusivamente agli interventi di educazione sessuo-affettiva. Il comma 4 dello stesso articolo del DDL, inoltre, introduce una disposizione che esclude in ogni caso, per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria, la possibilità di realizzare attività didattiche e progettuali aventi a oggetto temi attinenti alla sessualità.
Il 18 settembre 2025, un emendamento ha proposto di estendere tale divieto anche alla scuola secondaria di primo grado.
La letteratura scientifica e le principali istituzioni e organizzazioni internazionali (OMS, 2010; UNESCO, 2018; Parlamento Europeo, 2022) concordano nel ritenere che la sessualità costituisca una dimensione relazionale, affettiva ed emozionale dell’essere umano, soggetta a maturazione progressiva e a trasformazioni significative durante l’infanzia e l’adolescenza. La costruzione dell’identità di genere e la consapevolezza del proprio corpo si sviluppano infatti già nei primi anni di vita, attraverso esperienze di socializzazione, linguaggio, gioco e interazione con il contesto familiare e scolastico. Un’educazione sessuo-affettiva adeguata all’età contribuisce a promuovere comportamenti relazionali sani, a prevenire fenomeni di bullismo, violenza di genere e uso distorto dei media digitali, e a rafforzare le competenze emotive e sociali di bambini e adolescenti. Intervenire precocemente su tali dinamiche permette di agire in modo preventivo ed efficace sull’insorgenza di nuclei relazionali disfunzionali, prima che si trasformino in veri e propri atti di prevaricazione e maltrattamento. Eppure, nel nostro Paese, continua a mancare una strategia strutturata di prevenzione: prevalgono azioni episodiche, frammentate, dipendenti da fondi e bandi contingenti, in una visione settorializzata ed emergenziale della salute pubblica.
Limitare o escludere la possibilità di promuovere attività educative sui temi della sessuo-affettività significa privare le giovani generazioni di strumenti fondamentali per comprendere e gestire i cambiamenti fisici ed emotivi legati alla crescita, che sono strettamente connessi alle dinamiche relazionali e alla costruzione della propria identità personale e sociale. Significa, inoltre, rinunciare a un intervento preventivo e formativo che la scuola, in collaborazione con le famiglie e le istituzioni, è chiamata a garantire per la tutela del benessere psico-sociale dei minori. Significa non rispondere alle migliaia di richieste di aiuto che ci arrivano dalle scuole e dagli studenti che annualmente richiedono interventi qualificati e professionali sul tema. Evidenzia una visione settorializzata della salute pubblica che agisce ed interviene solo a valle di situazioni di disagio e problematicità senza agire preventivamente per limitarli.
Come Presidenti degli Ordini territoriali e in quanto professionisti della salute, esprimiamo profonda preoccupazione per le implicazioni culturali e sociali derivanti da un eventuale divieto generalizzato e chiediamo ufficialmente che il Ministro dell’Istruzione e del Merito e i membri della Commissione Cultura vogliano audirci nelle sedi parlamentari competenti per rappresentare alle istituzioni l’importanza di un’educazione affettiva e sessuale tempestiva, continuativa e scientificamente fondata. La tutela dei minori passa anche — e soprattutto — attraverso la conoscenza, l’ascolto e la costruzione di contesti educativi sicuri e consapevoli.
Il Presidente Enrico Perilli (Ordine Psicologi Abruzzo)
La Presidente Caterina Cerbino (Presidente Ordine Basilicata)
Il Presidente Armando Cozzuto (Ordine Psicologi Campania)
La Presidente Luana Valletta (Ordine Psicologi Emilia-Romagna)
La Presidente Paola Medde (Ordine Psicologi Lazio)
Il Presidente Giuseppe Lavenia (Ordine Psicologi Marche)
Il Presidente Giuseppe Vinci (Ordine Psicologi Puglia)
La Presidente Vincenza Zarcone (Ordine Psicologi Sicilia)
Il Presidente Luca Pezzullo (Ordine Psicologi Veneto)
A seguire, riportiamo anche le parole che la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Maria Antonietta Gulino, ha indirizzato al Consiglio dei Ministri e ai componenti della Commissione Cultura della Camera dei Deputati:
“Vietare, seppure idealmente a tutela dei minori, l’educazione sessuale, affettiva o etica nelle scuole può costituire un pericoloso ostacolo allo sviluppo sessuale, affettivo e relazionale di bambine, bambini e adolescenti.”
“L’adolescenza – prosegue Gulino – è una fase cruciale nello sviluppo dell’identità personale e relazionale. Percorsi educativi adeguati all’età, condotti da professionisti con competenza e responsabilità etica e deontologica, rappresentano una tutela fondamentale della salute psicologica dei giovani e un investimento per la prevenzione della violenza in tutte le sue forme.” La Presidente del CNOP richiama inoltre l’attenzione sui rischi connessi alla mancanza di educazione strutturata e scientificamente fondata: “In assenza di spazi educativi qualificati, le ragazze e i ragazzi rischiano di formarsi su fonti non attendibili o su materiali diseducativi facilmente reperibili online, interiorizzando modelli relazionali distorti e stereotipi dannosi. In questo modo — aggiunge — si espongono i giovani, e indirettamente le loro famiglie, a dinamiche disfunzionali di violenza, bullismo, cyberbullismo o revenge porn.”
L’educazione affettiva e sessuale
“deve essere parte integrante del Patto di corresponsabilità tra scuola, famiglie e studenti, come base per un’alleanza educativa capace di promuovere autonomia, rispetto e consapevolezza”. “Un’educazione affettiva e sessuale fondata su basi scientifiche, rispettosa dei valori familiari e condivisi, aiuta a sviluppare empatia, responsabilità e capacità di riconoscere e gestire le emozioni. È un presidio di salute psicologica e sociale, non una minaccia. Confidiamo che il Legislatore valuti con attenzione ogni iniziativa in materia, affinché la scuola resti luogo di conoscenza, dialogo e crescita emotiva, nel rispetto della dignità di ogni persona”, conclude Gulino.
Arca.